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Agroecology Circular Economy for a new south Milan

Agroecology Circular Economy for a new south Milan

Dal01 Febbraio 2019

al31 Gennaio 2022

Contesto

Il territorio interessato della proposta è sito nella porzione sud di Milano nell’area Porto di Mare-Parco Vettabbia, oggetto di riqualificazione da parte del Comune di Milano sotto il profilo urbanistico, sociale, paesaggistico e agricolo, anche grazie alla realizzazione di importanti iniziative compreso il rilancio del mercato coperto di piazza Ferrara, il progetto europeo UIA “OpenAgri” nel quale, con compagine Social Lab, sono impegnate alcune realtà del presente partenariato e dei soggetti aderenti alla Rete. È inserito nella Valle dei Monaci, attraversata dalla roggia Vettabbia, un corpo idrico in origine naturale canalizzato in epoca romana, che parte dal centro della città e corre in direzione sud. È una zona ricca di storia e cultura dove l’incontro tra mondo urbano e rurale rappresenta un’opportunità di crescita culturale, ambientale, turistica e di integrazione di soggetti esposti alla marginalizzazione. I luoghi dei partner di progetto definiscono una porzione specifica sul confine dei Municipi 4 e 5 della città: – Nocetum si trova all’imbocco del Parco della Vettabbia – CasciNet e Deafal rappresentano con i loro terreni un anello di congiunzione territoriale che parte dalla zona di via Corelli-via Cavriana e abbraccia il Vigentino, Porto di Mare e Chiaravalle – Italia Nostra gestisce la vasta area di Porto di Mare. I terreni coinvolti dal progetto, tutti nel Parco Agricolo Sud Milano, sono confinanti con il Parco della Vettabbia, importante intervento di riqualificazione paesaggistica a seguito della costruzione del Depuratore di Nosedo. Municipio 4, nella porzione più periferica dove è inserito Nocetum e il Bosco di Rogoredo in Porto di Mare, presenta fattori che contribuiscono a generare i fenomeni dell’esclusione e della conflittualità sociale, della difficile integrazione, come la disgregazione delle famiglie, la disoccupazione, il degrado ambientale, la piaga sociale della droga. La zona presenta un’elevata concentrazione di persone/nuclei famigliari fragili per lo più residenti in caseggiati popolari che comprende 36.102 abitanti di cui il 25% stranieri, questi ultimi caratterizzati da un basso grado di scolarizzazione; la popolazione minorile è di 5727 unità di cui quasi il 50% stranieri. In questo contesto le realtà partner vogliono impegnarsi contro ogni barriera linguistica e culturale grazie all’attivazione di iniziative di cittadinanza attiva capaci di sensibilizzare gli abitanti all’impegno civile, lo sviluppo sostenibile e la sensibilità ambientale. Un antico territorio ricco di luoghi di fede e di storia, percorsi tra acqua e natura, parchi e cascine, si pone quale terreno fertile su cui far nascere una esperienza pilota nel campo dell’agricoltura sociale, aprendo nuovi orizzonti e prospettive sulle potenzialità e sulle risorse ambientali del sud Milano. Start up d’impresa, valorizzazione dei saperi tradizionali, integrazione multiculturale, fanno di questo progetto un’originale iniziativa di estrema attualità.

Progetto

L’idea progettuale pone le sue fondamenta nella capacità di svolgere il compito di presidio del territorio insieme alle azioni di sviluppo economico locale, concentrando l’impegno in ambito sociale su percorsi di inserimento lavorativo e di integrazione mirati alle persone in condizioni di svantaggio, il tutto per contribuire concretamente alla crescita, anche ai fini occupazionali, del sud Milano. L’area Porto di Mare potrà contare su un’apertura alla fruizione pubblica di 65 ettari grazie al presidio continuo e alla riqualificazione ambientale assicurati dalla costante formazione di manovalanze specializzate per far si che il territorio sia sede di processi virtuosi e possa essere letto in un’ottica di trasformazione positiva, oltre al permettere di viverlo con maggiore sicurezza. Il lavoro dei partner renderà le aree interessate un fulcro di valorizzazione del capitale naturale e umano, costituendo un centro di produzione agroecologica, di formazione (si prevede il coinvolgimento di circa 80 persone), di abilitazione, di apprendistato e inserimento lavorativo di almeno 14 persone in condizioni di svantaggio, tra quartieri Corelli, Vigentino, Porto di Mare, Chiaravalle e i soggetti aderenti alla rete. Le coltivazioni e le riqualificazioni ambientali andranno ad arricchire la monotona visuale sul paesaggio cittadino, contribuendo sia ad innalzare il livello di naturalità della zona, sia ad aumentare la policromia del paesaggio, dando un contributo rilevante alla biodiversità.

 

Si intende trasformare i campi agricoli in concessione in un’area di inclusione permanente ovvero un luogo dove le attività diventino chiave per rafforzare ed espandere la realtà dell’economia locale. Si ricorrerà alla strategia delle reti, già ben delineata nella Valle dei Monaci, costruendo un circuito di attività, oltre che di informazioni, in modo che i soggetti del territorio si possano sostenere a vicenda. Il progetto sarà realizzato con il metodo Training on the Job: pratica professionale che si caratterizza per essere il contesto principale in cui acquisire competenze e conoscenze specifiche. Tale forma risulta essere quella più funzionale nei contesti in cui i soggetti coinvolti evidenziano delle difficoltà nell’approcciarsi a percorsi di apprendimento essenzialmente teorici (ad esempio scarso uso e comprensione della lingua, scolarizzazione bassa o assente). Verrà utilizzato il tutoraggio quale modalità di affiancamento per le attività pratiche in collaborazione con figure esperte nei settori dell’ambiente e delle filiere agro-alimentari. La linea guida che unisce ogni azione è basata sull’applicazione dell’agricoltura sociale e sostenibile in ambito urbano: il sud Milano è un’area preziosa per la valorizzazione della città metropolitana, un luogo di qualità ai bordi dell’area urbana connubio tra paesaggio costruito e rurale destinato all’agricoltura produttiva di presidio all’espansione insediativa

(a) Azioni previste:

–Formazione dedicata a soggetti svantaggiati

–Apprendistati lavorativi e tutoraggi per soggetti svantaggiati

–Rafforzamento e ampliamento filiere agro-alimentari –Avvio produzione agricola periurbana (impatto positivo sull’economia cittadina per sostenere un’area decentrata della città quale esempio di uso bilanciato del sistema di pianificazione spaziale urbano)

–Potenziamento filiera corta “dal campo alla tavola”

–Avvio CSA Comunità di Supporto all’Agricoltura (connessione produttore-consumatore generando partecipazione, rispondendo al bisogno di socialità, riconnessione con la natura, percezione di sicurezza di luoghi altrimenti poco frequentati e più esposti al degrado, sovranità alimentare) –Costruzione sistema produttivo fulcro del sud Milano, in grado di sostenersi nel tempo da un punto di vista organizzativo, economico e sociale

–Realizzazione Festival di Agroecologia

(b) Attività:

–agricoltura specializzata di qualità

–sviluppare le filiere ortofrutticola/delle erbe aromatiche e officinali/cerealicola/dell’apicoltura urbana

–piantumare un Arboreto con Agricoltura Sintropica

–sviluppo commercializzazione dei prodotti

–mappatura aziende agricole (facilitazione all’inserimento lavorativo)

(c) Destinatari: Cittadinanza in generale e soggetti svantaggiati come da normativa vigente

(d) Fattori influenti: durata del progetto che permetterà ai partecipanti di seguire tutta la vita del prodotto “dalla terra alla tavola”: coltivazione, trasformazione, commercializzazione, ristorazione; Piano di Comunicazione e Marketing.

Partner:

CasciNet
Nocetum
Italia Nostra

Finanziatori:

Fondazione Cariplo

News

03/05/19 Corso per uso di trattrici agricole e mezzi meccanici per il giardinaggio